I ristoranti dedicati alla
cucina tipica bolognese esistono in città da secoli, anche se in passato erano conosciuti con il nome di osterie. Il loro successo popolare iniziò a consolidarsi a partire dal Duecento, tanto che nel XIV secolo a Bologna se ne contavano circa centocinquanta.
In origine questi luoghi venivano chiamati “Hospitali” ed erano gestiti soprattutto da congregazioni religiose. Il loro scopo era quello di offrire ristoro gratuito ai pellegrini in visita in città e di accogliere, a pagamento, commercianti e viaggiatori di passaggio.
Fu soltanto durante il Rinascimento che le “Hostarie” iniziarono ad assumere una forma più vicina a quella delle osterie tradizionali. Oltre al vitto e al vino, offrivano anche alloggio a studenti, mercanti e viaggiatori, diventando importanti punti di incontro lungo le vie cittadine.
Il menù di questi locali, precursori degli attuali ristoranti, si basava su una cucina semplice, sostanziosa e legata ai prodotti disponibili. Tra le preparazioni più diffuse vi erano pasta e fagioli, polpette e friggione, la tipica salsa cremosa ottenuta cuocendo a lungo cipolle bianche e pomodoro. I piatti erano accompagnati dal vino, elemento centrale della convivialità delle antiche osterie.